L’alluminio delle capsule viene effettivamente riciclato?

Tutte le capsule recuperate tramite il nostro programma di raccolta e recupero vengono riciclate.

Il contesto normativo italiano in cui Nespresso si trova ad operare risulta particolarmente complesso, in quanto la legislazione italiana non consente a nessun privato, aziende incluse, di gestire la raccolta dei rifiuti urbani: non è possibile trasportarli tramite corriere, introdurre una raccolta porta a porta o altri sistemi di recupero e riciclo. Nel nostro paese, infatti, le capsule esauste non sono classificate come imballaggio ma come rifiuto urbano indifferenziato, per via della presenza del caffè residuo al loro interno, e per questo motivo devono essere gestite solo dai singoli comuni. Il che rende lo scenario italiano ancora più complesso vista la presenza di oltre 8.000 municipalizzate, con cui è necessario avviare Tutte le capsule recuperate tramite il nostro programma di raccolta e recupero vengono riciclateuna collaborazione one-to-one per il riciclo delle capsule.

Tra le diverse attività implementate per far fronte alla complessità normativa italiana, a partire dal 2011, Nespresso ha deciso di investire in Italia oltre 3 milioni di euro per sviluppare e implementare un proprio sistema di raccolta delle capsule e di recupero dei due materiali che la compongono.

Il primo progetto per la raccolta e il riciclo delle capsule di caffè esauste è stato avviato nel 2011 grazie a una convenzione, rinnovata a Luglio 2018, con CiAL (Consorzio Imballaggi Alluminio), Utilitalia e CIC (Consorzio Italiano Compostatori). Il programma è attualmente disponibile in 64 città d’Italia con 107 punti di raccolta. 

Il processo di riciclo parte proprio dai consumatori Nespresso, che possono riconsegnare le loro capsule esauste nell’apposita area recycling presente all’interno delle Boutique Nespresso o in alcune isole ecologiche attive distribuite sul territorio nazionale. Una volta raccolte, Nespresso, tramite CiAL; stabilisce un accordo specifico con le aziende municipalizzate per il ritiro delle capsule nelle Boutique. Le capsule vengono poi trattate con un sofisticato sistema che permette di separare i residui di caffè dall’involucro, avviando i materiali a due differenti cicli di recupero.

L’alluminio viene destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti. Il caffè diventa invece compost e viene utilizzato come fertilizzante in una risaia in Provincia di Pavia. Il riso prodotto grazie a questo concime naturale viene riacquistato da Nespresso e successivamente donato a Banco Alimentare Lombardia. Il progetto, grazie al quale nel 2018 sono stati prodotti e donati a Banco Alimentare della Lombardia circa 420 quintali di riso, ha permesso finora di donare ai più bisognosi 2 milioni 467 mila piatti di riso.

Inoltre, nell’Aprile 2017, Nespresso ha lanciato in collaborazione con SILEA, l’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti nella provincia di Lecco, e CiAL, il Consorzio Imballaggi Alluminio, il primo progetto sul territorio nazionale di raccolta sperimentale delle capsule di caffè in alluminio con il semplice conferimento delle stesse nel sacco viola dei rifiuti riciclabili.

Questo progetto pilota, avviato presso l’impianto Seruso, consente il trattamento e il recupero delle capsule di caffè e di altre piccole frazioni in alluminio che, una volta raccolte attraverso la differenziata multimateriale, vengono trasportate all’interno dell’impianto e, con un innovativo sistema, vengono ulteriormente separate. Tutte le componenti in alluminio più leggere come le capsule, i blister, i coperchi, le chiusure e altri piccoli oggetti e imballaggi, sono sottoposte al trattamento del sotto - vaglio che le rileva e le destina ad un processo di pirolisi grazie al quale l’alluminio viene separato e riciclato. Il progetto, partito in via sperimentale in tutti i comuni afferenti alla provincia di Lecco, semplifica considerevolmente il sistema di raccolta dell’alluminio leggero che può essere ora comodamente gettato a casa nel sacco viola dei rifiuti. A più di un anno dalla sua attivazione, l’iniziativa ha prodotto degli ottimi risultati: circa 56 tonnellate di alluminio proveniente da piccole componenti è stato recuperato e riciclato.

Il progetto è stato avviato anche ai Comuni afferenti alle province di Monza e Brianza, raggiungendo oltre 150 comuni. 

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